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Gaudì, Bon Jovi e Mythoself Experience a……Barcellona! 1° parte

Postato in Benessere, Equilibrio, Senza categoria @ 19:43 da admin |  

Ebbene si! Stavo a Barcellona l’altro weekend, e non mi sono ancora ripresa dalle emozioni vissute. Non so ancora come, ma di sicuro, un’influenza sulla mia vita e sulla mia arte ci sarà. Un’artista trova delle fonti d’ispirazione ovunque.

 Intanto ti dico subito: mi sono innamorata… di un architetto morto nel 1926, Antoni Gaudì. Uno degli architetti più originali e innovatori del Novecento, “il primo fra i geni” secondo Joan Mirò.  Famoso per il suo stile avanguardia, diceva: « La linea retta è la linea degli uomini, quella curva è la linea di Dio». Già i contemporanei lo soprannominavano “l’architetto di Dio“.

 La Sagrada FamigliaSi, mi sono innamorata appena ho messo piede in questo grandioso e stravagante Tempio della Sagrada Famiglia che l’ha reso famoso in tutto il mondo.

 Per essere onesta, la prima parola che mi viene alle labbra all’esterno è “mostruoso”. No, questo delirio di pietra ultra scolpita mi suscita un vago senso di repulsione e paura.

 Però, una volta dentro… c’è solo la purezza della pietra nuda senza più fronzoli, una foresta di colone ed archi che, man mano che alzo lo sguardo, si espandono in un’ infinità di rami, ispirandosi volontariamente dalla struttura degli alberi.

 Nonostante la folla attorno a me, chiudo gli occhi e in un attimo percepisco l’energia potente, palpabile che fa vibrare il mio cuore. E’ come se io fossi all’interno di una gigantesca entità vivente, pulsante, in espansione continua. Un’enorme balena dalla quale, come Pinocchio o Jonas, non si esce indenne.

 Sento il suo respiro, la sua presenza. L’altro artista della famiglia, mio figlio musicista, rimane paralizzato quanto me. I due altri devono trascinarci fuori.

 Sensazione analoga alla Casa Milà “La pedrera”.  Le mansarde contengono uno spazio espositivo dedicato alle opere di Gaudì. Mai visto o sognato una tale soffitta, una successione d’archi fatti di mattoni al colore caldo e tenero che si sviluppano in un percorso ondulante, le viscere di un enorme serpente benevolente, trasmettendo il potere di rigenerazione della muta e l’energia della Kundalini.

 Anche al Park Güell, ideato da lui, ci rimarrei una vita. Si respira una tale allegria! Eppure piove. Le casette da bambola della portineria, la famosa panchina ondulata (cf foto a sinistra), le statue, tutti questi elementi decorati da una profusione di mosaici tanto colorati… Rimango incantata.

 Questo uomo era posseduto da una Visione e ha dedicato tutte le sue energie a portarla avanti. Sapeva che non avrebbe visto finita la sua grand’opera ( ci vorrà ancora al meno 50 anni, i lavori sono unicamente finanziati con elemosine e donativi) eppure non importava. Si racconta che, ad un tizio lamentandosi della lunghezza dei lavori, rispose “Il mio cliente ha tutta la pazienza del Cielo” o qualcosa di simile.

Vedo le foto delle stanze austere in cui ha lavorato e vissuto gli ultimi anni, proprio nel Tempio al quale ha consacrato 43 anni, fino alla sua morte. Le lacrime mi vengono agli occhi.  Confesso che esco da qui con la mia determinazione e la mia pazienza rinforzata per costruire, un tassello dopo l’altro, la MIA visione, qualsiasi sacrificio mi richieda.

2°parte: Come ritrovarsi ad applicare the Mythoself Experience durante un concerto di Bon Jovi! 

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