31 Jul
Dietro le quinte 3: Pronta? VAI!
Si si, sono ancora una pittrice, per chi comincerebbe a nutrire dei dubbi, aspettando da due mesi il capitolo 3 della saga “Dietro le quinte di una pittrice in ricerca dell’Unità”. Faccio, però, il mio mea colpa e confesso che non ho toccato un pennello dal mio ritorno di Londra meta Giugno.
Il tempo è volato tramite diversi viaggi e problemi familiari da risolvere. Chi è il felice genitore di adolescenti in fase di esami poi di scelta di studi universitari mi capirà. La nostra situazione si complica dal fatto che viviamo su tre paesi diversi. Poi ho lavorato parecchio sulla scrittura. Apparentemente, quest’ estate, è il mio modo prioritario per esprimermi. Il libro, nella sua vesta nuova, sta prendendo corpo. Vedo davanti a me numerosi mesi di lavoro. Quanta pazienza ci vuole!
Comunque, il dipinto, ancora nel lembo inizio Maggio, ora manifesta la sua esistenza sul piano materiale. La tela non è più bianca! Lascia che ti racconti i suoi primi giorni di gestazione.
Alcuni pittori sono istintivi e si buttano sulla tela con grandi colpi di pennelli. Invidio questa spontaneità. Io sono l’esatto contrario. Se ho preso la pena di realizzare un bozzetto, è per seguirlo. Francamente, mi rassicura.
Però, siccome sono passati diversi mesi da questo disegnetto, voglio prima verificare se ci sono stati dei cambiamenti. Perché io, di sicuro, sono cambiata e il quadro riflettendo me stessa, chi sa che cosa è successo.
Uso come al solito meditazione e TMB (Test Muscolare Bilaterale) e…… Bingo! Invece di stare sulla soglia, esitando a varcarla, adesso il bambino HA superato il portone e si prepara a scendere la collina per raggiungere la barca che lo sta aspettando. L’animale che si propone come guida, da alce è diventato gattopardo, con un altro significato simbolico ovviamente. Il sentiero che conduce al porto si è ricoperto di pietre rossicce. Il resto rimane uguale.
Ok, primo passo da compiere: disegnare l’apertura a rombo, realizzare il finto marmo nel quale è inserita e scolpire i quattro simboli in ombre e luce agli angoli. Ho scelto l’arabo fenice per il Fuoco, il delfino per l’Acqua, l’ Aquila per l’Aria e l’Uomo famoso di Leonardo da Vinci per la Terra.
Il marmo non deve essere troppo appariscente, serve solo di fondo alle sculture. Però uso del vero oro per realizzarlo: due tinte in polvere mischiate con del medium all’olio, accompagnate da una sottile venatura di Siena bruciata.
La realizzazione delle ombre dei simboli per farli apparire incavati nella pietra è un vero piacere. E’ decisamente quello che mi piace di più fare generalmente. Un semplice disegno piatto assume subito un’esistenza propria. Un piccolo miracolo! Ci rimetterò le mani, è solo una prima tappa ma cosi mi soddisfa al punto che posso passare al disegno centrale.
Procedo quasi sempre in questo ordine: butto giù i primi piani, poi passo al pieno successivo per finire dal fondo. So che mi rassicura, mi fornisce dei punti d’appoggio indispensabili per andare avanti. Ma è strettamente personale. Quando ho cominciato ad operare il TMB con gli allievi, ho scoperto che, alcuni avevano invece bisogno dell’esatto contrario. Rispettando il loro modo, ottenevamo un apprendimento ed una realizzazione dei dipinti molto più fluidi e piacevoli, quasi senza sforzo.
Ecco il risultato del disegno.
Capitolo 4: Come si disegna? Argento e rame ovunque!
“Pausa” estiva per causa di vacanze/seminario! Due settimane dedicate al Mytho Self Facilitator’s Intensive Training. Se ne esco viva, ti raconto tutto al mio ritorno.








