12 Giu
Postato in Benessere, Divorzio, Equilibrio, Senza categoria @ 09:00 da admin


Scoprire Gaudì si rivela un bonus inaspettato. In realtà, il pretesto primario di questo weekend prolungato è di assistere al concerto di Bon Jovi, con i figli e il loro papà che ci ha invitati tutti. Una riunione di famiglia in somma.
Se, al contatto di Gaudì, mi sento in sintonia con lui e se, le sue opere, in qualche modo che non so ancora definire, m’illuminano, non mi aspetto la stessa cosa con il concerto, non essendo una fan di Bon Jovi. Ho torto.
Già è bello solo il fatto di ritrovarsi in uno stadio olimpico, insieme a 55 000 persone pronte a condividere due ore di gioia attraverso la musica. Poi la notte cala, le prime canzone scandite da giochi di luce stupendi cominciano a scaldarmi…finché iniziano l’unica canzone che - pensavo- mi piaceva veramente. Allora succede! La connessione con gli altri, il far parte di qualcosa di più grande di me, una comunione quasi sacra!
Automaticamente il mio corpo si ritrova proprio nella posizione nella quale sto al mio meglio, quella che ho identificata al seminario di Piernicola De Maria “The Mythoself Experience“, due settimane fa. Tutte le mie cellule cantano di gioia, schizzano di vita! Una sensazione incredibile!
Alla canzone successiva sono in piedi con l’intero stadio, a ballare e cantare come una matta. 30 anni di meno per due ore, altro che un lifting!
Il giorno dopo ci siamo tutti sparpagliati per l’Europa.
Sono e sei anche tu un viaggiatore della vita. Durante questo viaggio, ci sono delle circostanze nelle quali ciascuno va all’incontro dell’altro, come se fossimo dei fratelli in cammino, al di là del tempo e del luogo. Mi piace pensare che ciascuno di noi, qualsiasi le sue difficoltà e i suoi difetti, ha il potenziale di essere una luce per il mondo.
Perché mi viene da dire questo pensando al mio weekend? Che c’entra? Non lo so, ma mi è venuto. Forse mi sono sentita in connessione con la luce di molte persone e mi è piaciuto.
E tu, hai avuto delle esperienze simili? Lascia un commento!
Prossimo appuntamento famigliare: Amsterdam fine Luglio.
Ma riparto già domani per 5 giorni a Londra. Partecipo ad un seminario al titolo molto allettante: “Freeing your creative genius” e poi faccio un giro di gallerie d’arte e di contatti.
Vi racconto tutto al mio ritorno.
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10 Apr
Postato in Benessere, Cancro, Depressione, Divorzio, Equilibrio, Generale, Mandala, Wellness Pittorico @ 16:04 da admin
Chi ha letto ABOUT ME sa che sono sopravvissuta a due cancri nel 2001 e 2003. Non ne faccio un titolo di gloria. Semplicemente l’alternativa non mi piaceva affatto. Giovane 40enne, mi rimanevano troppi amori da provare, troppe cose da imparare e da comunicare, troppe esperienze ed emozioni da scoprire per, solo un attimo, considerare di rinunciare. Detto questo, rimane un fondo di paura. La primavera è il periodo dei controlli di vari tipi. Ho appena fissato gli appuntamenti e non mi fa piacere perché mi riconnette alla paura dell’epoca.
Nello stesso tempo, ho finalmente portato a compimento il catalogo delle mie opere dal 1995 e confesso che mi ha rasserenata molto! Ho potuto confrontare in particolare i lavori realizzati negli anni di buio precedenti il primo cancro e le ultime creazioni. Trovo il risultato molto rassicurante e ti spiego perché.
Oggi, considerare la malattia come un linguaggio dell’anima e il sintomo come il messaggio di un malessere più profondo non è più un’eresia. I libri sul soggetto abbondano. Citerei solo quelli che figurano nella mia biblioteca: Louise L.HAY “Guarisci il tuo corpo”, Claudia RAINVILLE “Ogni sintomo è un messaggio“, Michel Odoul “Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché“, il fisico Patrick DROUOT “Guarigione spirituale e immortalità“. Ciascuno apre degli orizzonti inaspettati.
Se ammettiamo che un quadro dipinto rispecchia l’inconscio del pittore, possiamo ammettere che drammi e sofferenze di esso, come pure gioia e serenità si riflettono in qualche modo sulla tela tramite la composizione, gli elementi, i simboli e i colori scelti.
Tutto questo preambolo serve a farti guardare con degli occhi diversi e paragonare due mie opere, simboliche di due periodi ben diversi della mia vita: un precursore della malattia, l’altro annunciatore di guarigione.
“Tronco nudo” è nato nel 1999, periodo tormentato. Ne parlo più a fondo nel libro che sto scrivendo, ma la posso riassumere come una vita vissuta nella dipendenza e la mancanza di direzione. Una dipendenza totale, professionale, economica e affettiva, mi toglieva la possibilità di scelta (o cosi mi sembrava all’epoca). Avevo perso (se mai c’è l’avevo prima…) tutto senso di direzione. Mi sentivo intrappolata nelle mie incertezze, paralizzata da un’eccessiva prudenza.
Questo tronco tortuoso d’oro nudo… per anni l’ho visto come tormentato, quasi morto, privo di foglie, le radici staccandosi dalla terra, ambientato in un paesaggio di desolazione. In somma, una visione di gran sofferenza. Questa interpretazione rispecchiava chiaramente il mio dolore personale.
Oggi, mentre scrivo queste linee, mi viene in mente un’altra possibilità. E se questi rami estesi verso il cielo in un appello muto significassero piuttosto la voglia di superare le paure, un grido d’aiuto rivolto all’anima o all’Energia Divina per liberarsene?
Allora rimane solo il tronco, quello che basterà per far ripartire la vita, quando sarà giunto il momento.
Mi viene una gran tenerezza a guardarlo, nel suo sforzo per elevarsi. Il mio cuore finalmente si apre davanti all’immagine di quella che sono stata.
Amare se stessa/o non è questo la chiave della guarigione?
Otto anni passano e “Starchild” nasce l’anno scorso. Questo quadro trabocca di simboli. Mi accontento oggi di mettere l’accento su due aspetti.
L’ho abbozzato nel 2004 in mezzo al caos di un traghetto superaffollato Corsica-Italia. Un sentimento d’urgenza assoluta mi fece tracciare uno schizzo quasi illeggibile su un pezzo di carta.
Ritrovai nell’istante tranquillità mentale, sollievo e serenità. Viste le condizioni… un piccolo miracolo!
La gestazione è durata tre anni. Evidentemente non ero pronta a partorire.
Adesso questo neonato addormentato nel suo bozzolo rappresenta quella che sono diventata nell’autunno 2007. So che è nata un’Annick capace di focalizzare i suoi sogni al punto di trasformarli in obbiettivi da raggiungere. E’ ora di agire senza più dubitare (Argh! Va bene….il meno possibile. Sono pure troppo umana). Questo bambino è l’annunciatore di un nuovo ciclo di vita.
E’ anche un disegno Mandala!
Cos’è successo in quest’intervallo di 8 anni? Mi sono ammalata una prima volta. Ho ripetuto gli stessi errori. Mi sono ammalata una seconda volta …e finalmente ho capito che volevo capire. Lungo il cammino della mia crescita, ho tradotto sulla tela, l’una dopo l’altra, la mia evoluzione.
Ognuna è nata da un flash durante un corso tradotto da uno schizzetto o da una visione al momento di una meditazione. Gli elementi della composizione, lo stile, i colori, le tecniche usate sono state precisate grazie al TMB (Test Muscolare Bilaterale). La realizzazione mette in luce i freni, le resistenze, quando un elemento sembra facile da fare ma in realtà mi crea ansia e mi da del filo da torcere.
Ciascuna tappa fa funzione d’ancoraggio dei progressi effettuati. Non torno più indietro.
Tutti questi anni, facevo dell’ arte terapia (e ne facevo fare ai miei allievi) senza saperlo.
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30 Nov
Postato in Benessere, Divorzio, Equilibrio, Generale, In viaggio verso l\'Unità, Mandala @ 13:35 da admin
Questa volta abbiamo concluso la serie dei 3 incontri previsti sul “Trasformare i tuoi Insuccessi in Successi”. Tre persone nuove si erano aggiunte a noi, totalmente a digiuno del metodo di lavoro e il loro risultato è stato entusiasmante.
P. aveva scelto come tematica: “Trasformare il mio senso di colpa in essere all’ altezza di manifestarmi“. Al momento della condivisioni delle conclusioni di ciascuno, comincia subito con : “Ora penso di esserci riuscita con questo disegno”.
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19 Ott
Postato in Benessere, Divorzio, Equilibrio, Generale, In viaggio verso l\'Unità, Mandala @ 21:39 da admin
Il secondo appuntamento per trasformare i nostri Insuccessi in Successi si è rivelato ricco di contenuti.
Per primo, R. ci ha subito informati della mossa importante che aveva fatta nella settimana che seguiva l’ultimo seminario: ” E’ scoppiato quello che io da tempo mi chiedevo….il lavoro che abbiamo fatto l’altro mese mi ha dato una carica incredibile, il coraggio soprattutto, quello che non mi sentivo di fare, cioè di lasciare questa persona, con una situazione pesante, che è mio compagno…..Mi sentivo un po’ dentro una trappola. Invece questo tipo di esperienza che ho avuto nel disegno mi ha aiutata tanto perché subito, a distanza di pochissimo, ho avuto un litigio e io ho avuto il coraggio di andare via….Insomma tutto questo si è trasformato comunque in un bene perché io ho riscoperto di non essere stata cosi passiva, ma anzi di avere avuto di nuovo la mia autostima che avevo persa. Quindi il corso dell’altra volta è stato di grande aiuto.”
Io aggiungerei solo che bastava ricordarsi del simbolo, lasciato incompiuto, che rappresentava l’ iniziale del nome del suo compagno, il pennello addirittura appoggiato sul tavolo, girando le spalle alla lettera. Quello che era in ballo sembrava già abbastanza chiaro .
Invece il suo secondo lavoro è di tutto un’altra sorte e pieno di speranza (foto accanto). La tematica riguardava il risentimento. Tra le tante cose che abbiamo detto, citerei : sembra di avere disegnato una sinapsis del cervello, una strada neurologica. C’è una cellula che riceve nuove informazioni. Molto probabilmente, c’era un blocco di pensieri. Da chiusa, si è aperta. Ormai c’è la possibilità di vedere e sentire cose nuove che comprende tanta gente. La socialità torna a fare parte della sua vita. In effetti, R. sta riallacciando parecchie amicizie in questo momento.
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